Per vivere davvero bisogna rischiare

March 24, 2017

Nella vita ci sono rischi che non possiamo permetterci di correre

e ci sono rischi che non possiamo permetterci di non correre.
Peter F. Drucker

 

La vita ci mette continuamente davanti a scelte difficili. Creare il proprio business dei sogni o mantenere il sicuro lavoro d’ufficio? Sposarsi o non sposarsi? Fare figli o non farli? Scegliere la porta numero 1 o la porta numero 2?

 

Ogni scelta che compiamo, grande o piccola, difficile o facile, presenta sempre dei vantaggi e degli svantaggi e spesso, finiamo per focalizzarci esclusivamente su ciò che potrebbe andare storto, lasciando che sia la paura a decidere al nostro posto.

 

La paura, tuttavia, fa parte della vita di ciascuno di noi e, anzi, se non ne provassimo finiremmo per comportarci in maniera imprudente, anche solo per attraversare la strada. Ma la nostra paura non sempre è attendibile: Spesso, infatti, si attiva anche se non c’è nessun pericolo imminente.

 

Come quando perdiamo occasioni perché abbiamo paura di fallire o di ricevere un rifiuto; il timore è indubbiamente tanto forte da bloccarci, ma, in effetti, anche se dovessimo sbagliare o ricevere un rifiuto, a quale reale pericolo andremmo incontro?

 

Quando qualcosa ci fa paura, infatti, tendiamo a comportarci di conseguenza perché pensiamo erroneamente che se qualcosa ci spaventa, allora sarà di certo pericolosa; cioè, crediamo che ci sia una diretta correlazione tra l’intensità del nostro timore e il livello di rischio.

Ma raramente questo corrisponde al vero e anzi, così facendo non facciamo altro che evitare accuratamente proprio quei rischi che potrebbero aiutarci a fare esperienze ed esprimere le nostre potenzialità.

 

Basti pensare, banalmente, a quanti preferiscono viaggiare in macchina piuttosto che in aereo, quando statisticamente le probabilità di morire in un incidente d’auto sono circa 1 su 5.000, mentre quelle di perdere la vita in un incidente aereo si attestano intorno a 1 su 11 milioni.

 

Quanti di noi sanno prendere un rischio calcolato e quanti di noi, invece, si lasciano semplicemente dominare dalla paura? In realtà, la ricerca in merito ci dice, incredibilmente, che la maggior parte delle decisioni che prendiamo sono dettate esclusivamente da fattori irrazionali.

 

Francesco, un professore di liceo di 55 anni, sta passando un periodo difficile della sua vita. Si sente insoddisfatto, insegnare non lo appassiona più come una volta e da tempo immagina quanto sarebbe bello aprire un proprio negozio di mobili creati da lui, ma non ne ha il coraggio. Tanti anni prima si era già cimentato in un’impresa simile, rischiando però di andare in bancarotta e tornando così sui suoi passi. Ad oggi, non immagina come sia possibile ritentare, proprio perché il precedente fallimento ancora gli fa male  e non può permettersi di lasciare il lavoro e rischiare ogni cosa.

 

Quello che Francesco non prende lontanamente in considerazione, perché concentrato sulla sua paura, è che non solo la situazione attuale è diversa dal passato, ma che potrebbe pensare a dei compromessi utili a diminuire i rischi e aumentare le possibilità di successo.

 

Infatti, dopo aver iniziato a rifletterci attentamente e ridimensionando così i suoi timori, Francesco decide di iniziare a vendere i suoi mobili online e vedere come procede, mentre continua a svolgere il suo lavoro di professore.

 

Non solo le sue vendite hanno successo, ma Francesco ritrova la passione per l’insegnamento, che ora si arricchisce anche di questa nuova avventura.

 

Nella speranza di mantenere il controllo, di non metterci in pericolo, evitiamo di correre rischi. Tuttavia, ciò non ci protegge affatto, ma ci tiene solo lontano da quello che realmente desideriamo.

 

Molte volte, dunque, compiamo scelte basate esclusivamente sulle nostre emozioni, ma queste da sole rischiano di condurci in valutazioni parziali e inesatte. Quando ci lasciamo dominare dalla paura, siamo addirittura capaci di evitare in parte o del tutto di riflettere sulla questione, proprio perché cerchiamo di scacciare la sensazione negativa che essa ci provoca.

 

Saper prendere un rischio calcolato, invece, ci mette in condizione di possedere un margine di controllo sulla situazione e di sentirci molto meno spaventati; anche perché iniziare a scorgere gli aspetti positivi a cui potremmo andare incontro, inizia ad allettarci più che spaventarci, mentre se continueremo a vedere solo catastrofi, non vorremo far altro che evitarci il disturbo.

 

Poche scelte sono esenti dal rischio e se non impareremo a evitare che le emozioni decidano per noi, continueremo a scegliere l’opzione che ci crea meno ansia, invece che fondarci sui fatti e condurci verso la vita soddisfacente che potremmo vivere.

 

La paura di fallire è ciò che più di tutto ci frena, ma la vita è un esperimento dall'esito incerto, come diceva Jung, e sbagliare è la cosa più naturale che possa accaderci. Quando falliamo, infatti, possiamo imparare dall'esperienza per migliorare le nostre strategie e avvicinarci alla meta.

 

Questo non significa che dovremmo buttare la cautela nella spazzatura, ma che nella vita è necessario correre dei rischi per arrivare dove si desidera arrivare. Ciò che è importante è comprendere quello che ci spaventa e non lasciarci fermare.

 

Prendere un rischio calcolato non significa che dobbiamo bendarci gli occhi e saltare, dunque, ma che dobbiamo guardarci intorno con attenzione, arrivando ad un compromesso tra emozioni e razionalità, esaminando accuratamente gli aspetti positivi e quelli negativi e l'impatto che questi potranno avere sulla nostra vita.

 

Forse, poi, sarebbe interessante farci una domanda contro tendenza: Quali sono le conseguenze che la fuga di fronte al rischio potrebbe causarci?

 

Francesco, ad esempio, aveva perso la fiducia in sé stesso, era sempre giù di morale e non coltivava più molte speranze per il futuro, finché non ha deciso di affrontare  le sue paure.

 

E voi, che cosa state rischiando a non rischiare?

 

Se volete, fatemelo sapere nei commenti e se vi è piaciuto l’articolo, condividetelo!

 

Bibliografia:

Morin, Amy (2015), I 13 segreti per potenziare la tua mente . Sperling & Kupfer, Milano.

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