Il fardello della colpa

July 2, 2015

“La capacità umana di provare senso di colpa è tale che le persone riescono sempre trovare il modo di incolpare se stesse.”
Stephen Hawking

 

Chi di noi non ha mai provato senso di colpa? Tutti, prima o poi, impariamo a conoscere questo scomodo sentimento che, sin da piccoli, entra a far parte della nostra vita.

 

I nostri genitori ci sgridavano quando non ci comportavamo bene e ci elogiavano quando, invece, eravamo bravi. Impariamo così che, per ricevere amore e approvazione, dobbiamo comportarci in un certo modo e che se facciamo qualcosa che non va, dovremo rimediare per ristabilire l’ordine delle cose.

 

Sentirci in colpa serve per capire che non siamo soli in questo mondo, i nostri comportamenti hanno conseguenze sulle altre persone e non solo, anche su noi stessi.

La vita è fatta di prove ed errori ed è, quindi, inevitabile la necessità di interrogarsi di tanto in tanto, per stabilire se abbiamo motivo di credere di aver fatto qualcosa di sbagliato, oppure no.

 

Dunque, anche il senso di colpa ha il suo fondamentale scopo, finché tenuto in sano equilibrio; né troppo, né troppo poco.

 

Senza di esso, come potremmo assumerci la responsabilità delle nostre azioni? Come potremmo cercare di vivere in armonia con gli altri?

 

Il senso di colpa è, dunque, un sentimento spiacevole ma utile, che, allo stesso tempo, può diventare un enorme peso per chi lo porta.

 

                                        “Non dovevo farlo.."                       “Non dovevo dirlo..”

 

“Non devo pensare queste cose!”

 

Quindi, mentre è sano sentirsi in colpa e provare rimorso quando facciamo qualcosa che non va, non lo è rimuginare su questa colpa. Quando ciò accade, essa si sparge a macchia d’olio sulla maggior parte della nostra vita.

 

Esso può nascere da:

  1. Un senso d’inadeguatezza generale.

  2. Qualcosa che abbiamo fatto.

  3. Qualcosa che NON abbiamo fatto ma che avremmo voluto fare.

  4. Ciò che CREDIAMO di aver fatto.

 

Allora, ci sentiamo sbagliati, in errore e, a volte, il senso di colpa non si riferisce a un’esperienza precisa, ma all’angoscia di non essere all’altezza di questa vita, con la colpa di non sentirci mai in grado e, quindi, mai abbastanza bravi, amati e apprezzati.

 

Il senso di colpa che fa soffrire è quello che ci impedisce di essere chi siamo realmente, perché ci carica di un peso troppo grande per le nostre spalle.

 

Indecisione, insicurezza, ansia, stress e depressione, sono alcune delle possibili conseguenze psicologiche di chi vive nel senso di colpa, oltre a sintomi fisici come mal di stomaco e mal di testa.

 

Se pensate che la vostra vita sia appesantita da questo sentimento, ecco qualche spunto sul quale riflettere:

 

  • Prendete consapevolezza. Continuare a credere che sia giusto provare senso di colpa, v’impedirà di dargli un nuovo significato e di spostarvi dalla colpa, alla presa di coscienza di un passato che è ormai alle spalle. Continuare a punirvi non porterà alcun vantaggio, né oggi, né domani.

 

  • Cambiate prospettiva. Non fate altro che giudicarvi e questo accentra tutta l’attenzione sul ruolo che avete svolto. Se il senso di colpa vi serve per riconoscere che ciò che fate può avere effetto sull’altro, cercate anche di capire che non è sempre vero. Quando date tanta importanza alle conseguenze delle vostre azioni, state attribuendo troppa influenza a ciò che fate. Ricordate, quindi, che non ci siete solo voi, sia in un senso, sia nell’altro, allargando l’occhio di bue anche al resto degli attori. Ad esempio, provate a invertire le parti; diventate voi la vittima e chiedetevi “E’ davvero così grave?”.

Passiamo le notti a preoccuparci di un torto fatto, mentre la nostra vittima dorme sogni beati.

 

  • Qual è la vostra colpa? Siete sicuri di aver motivo di sentirvi così? La nostra interpretazione degli eventi è deformata da ciò che pensiamo di noi e degli altri e, a volte, finiamo per credere di aver fatto del male, quando in realtà non è così.

 

  • Cambiate strategia. Provare senso di colpa riparerà in qualche modo ciò che vi tormenta? Scommetterei di no. Allora chiedetevi, “Che cosa ho imparato dai miei errori?”. Tutti commettiamo sbagli e il meglio che possiamo fare è imparare da loro. Saremo sempre bravissimi a farne di nuovi, ma almeno non ripeteremo sempre gli stessi. Ricordate che la vita non ci arriva con il manuale d’istruzioni!

 

  • Accogliete i vostri pensieri e desideri. A volte, ciò che desiderate vi spaventa e vi fa sentire in colpa. Cercate di riconoscere questi bisogni e di ascoltarli senza giudizio, per capire di che cosa avete bisogno apertamente, senza cercare di sopprimere una parte di voi che troverebbe comunque il modo di uscire, ma alle sue condizioni. Dovete, invece, prendere voi il comando.

 

  • Fate attenzione alle manipolazioni. Alcune persone useranno il senso di colpa per ottenere ciò che desiderano da voi, ad esempio, in relazioni che diventano possesso e giochi di potere, dove non amerete mai come loro chiedono e i motivi per sentirsi in colpa saranno all’ordine del giorno.

 

Ricordatevi che, conoscere sé stessi è fondamentale per comprendere l’origine del proprio senso di colpa e liberarsi da zavorre che, a volte, riguardano solamente il passato e non hanno più senso nel presente.

Il senso di colpa non è qualcosa di distruttivo di per sé, ma, se gli permettiamo di consumarci, può inquinare molti aspetti della nostra vita, per i quali proveremo inquietudine, angoscia e sconforto. Se sentite di non farcela chiedete aiuto allo psicologo.

 

E voi, per che cosa vi sentite in colpa?

 

Se volete, fatemelo sapere nei commenti e se vi è piaciuto l’articolo, condividetelo!

 

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