Se la vita ti offre limoni, fai una limonata!

February 13, 2015

 

Dicono: "Bisogna essere ottimisti". Ma come si fa?

 

Serve a qualcosa essere ottimisti o è solo un modo di illudersi che tutto andrà bene, quando è chiaro che non sarà così?

 

Oppure peggio, è una strategia utile a non aspettarsi nulla, in modo da non restare mai delusi?

 

“Ma in fondo cosa vuoi che cambi? Le cose andranno male comunque!”

 

Vi siete mai ritrovati a pensarla così e a decidere che essere ottimisti è solo un altro modo di indossare un sorriso, mentre la vita non va come volevamo?

 

Se sì, allora dovreste sapere che:

 

Studi affermano che la felicità, non è dovuta a fattori esterni, ma interni.

L'ottimista é più felice indipendentemente da razza, età, sesso o conto in banca; si tratta di persone più rilassate, che si godono l’intero panorama, non focalizzandosi solamente sul temporale, ma guardando anche tutto il resto.

 

Ne guadagnano di salute, hanno un sistema immunitario più forte e hanno più successo nella vita, proprio per il loro modo positivo di interpretare gli eventi.

 

Voi direte: “Se non trovo lavoro, che cosa c'è di positivo?”

 

Parlare di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, è limitante in confronto a quella che è la complessità della vita.

 

Il pessimista vive la vita in bianco e nero, mentre l’ottimista vede anche l’intera gamma dei colori.

Quindi, l’ottimista non nega l’esistenza delle sofferenze e delle tragedie, né cerca di eliminarle (sa che è impossibile), ma decide di vedere anche gli aspetti positivi della vita e di appoggiarsi su quelli, qualora qualcosa non vada bene.

 

Ciò, crea un circolo virtuoso perché, saper fare questo, nutre il nostro senso di autoefficacia e la nostra autostima, rendendo questo processo assolutamente automatico.

 

La buona notizia è che l’ottimismo si può apprendere!

 

Non si tratta di cambiare come per magia, ma di intraprendere un faticoso percorso, con lo scopo di mettere in discussione le modalità con cui osserviamo gli eventi, ormai divenute automatiche.

 

Dunque, da dove iniziare?

 

  • Diventate consapevoli del vostro atteggiamento negativo; non si tratta solo di aspettarvi il meglio o il peggio, ma di come interpretate ciò che vi accade. Quindi, ad esempio, di fronte a una bocciatura potreste pensare: “sono un fallimento, non so fare niente”. Oppure, circoscrivere le cause e riconoscerle come occasionali: “Non avevo studiato abbastanza, m’impegnerò di più”.

 

  • Mettete in discussione le vostre credenze; trovate spiegazioni alternative all’accaduto. All’inizio vi sembreranno spiegazioni ancora peggiori dell’originale, ma abbiate pazienza, non è facile.

 

  • Da una parte non aspettatevi nulla, ma siate aperti a tutto ciò che vi viene offerto. Focalizzarvi su un’aspettativa, rischia di impedirvi di notare le altre opportunità.

 

  • Cambiate le carte in gioco. Decidete di modificare una o più abitudini, anche piccole; guadagnerete un nuovo punto di vista, ad esempio, cambiando strada per andare a lavoro.

 

  • Smettetela di dire che siete sfortunati, fa parte del vostro modo di vedere le cose. Se la vostra attenzione è solo su questo, come farete a vedere altro?

 

  • Sorridete! Se non siete voi i primi a farlo, perché gli altri dovrebbero? Lo sapete che sorridere, vi farà davvero sentire più felici? Provare per credere!

 

Se state pensando che l’ottimismo è solo un’illusione, forse siete più pessimisti di quel che credevate. Ma siate consapevoli che la scelta è vostra.

 

E voi? Vi sentite più ottimisti o pessimisti? Avete trovato una strategia che vi rende felici?

 

Fatemelo sapere nei commenti e se vi è piaciuto l'articolo, condividetelo!

 

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