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  • Barbara Persichetti Auteri

Un amaro boccone


“Se qualche desiderio non viene esaudito, non stupirti. Si chiama Vita.” Anna Freud

Sappiamo bene quanto la vita sia imprevedibile e difficile certe volte, quando non otteniamo ciò che vogliamo e un piacere ci viene negato, causandoci insoddisfazione.

Fin da quando nasciamo, dobbiamo imparare a fare i conti con la frustrazione; qualcosa ci ostacola dal raggiungere ciò di cui abbiamo bisogno o che desideriamo e ciò ci provoca la familiare delusione dell’essere stati sconfitti, che può trovare espressione in modi molto diversi, secondo gli individui.

Rabbia, aggressività, disperazione, odio, invidia, sono alcune delle reazioni negative che abbiamo imparato ad associare a tale stato emotivo, con conseguenti vissuti di ansia e stress, che possono portare grande sofferenza psicologica e ripercussioni nella vita sociale.

Immaginate, infatti, la persona frustrata da un evento avverso che si sfoga sul primo malcapitato che incontra. Quante volte vi sarà successo di essere nei panni di uno o dell’altro?

Eppure,

“La noia, l’insoddisfazione, è la molla prima di qualunque scoperta, piccola o grande.” Cesare Pavese

Ciò significa che, se la frustrazione è sempre dietro l’angolo, non per forza dobbiamo sfogarla prendendocela con gli altri, o in altri modi utili solo a sentirci peggio, ma che possiamo trasformarla da energia negativa a positiva, sfruttandola, quindi, a nostro vantaggio.

Più facile a dirsi che a farsi, ma come ogni tentativo di costruzione di un proprio equilibrio psicofisico, richiede sforzo e pazienza, senza contare la necessaria disponibilità a mantenere una mente aperta alla possibilità di modificare nostri atteggiamenti rigidi e ripetitivi, per darci la possibilità di imparare nuove modalità di sentire, pensare e comportarci.

Immaginate, ad esempio, che cosa cambierà tra chi, di fronte a una frustrazione pensa, “Non mi va mai bene niente”, con chi si dice, “Troverò un altro modo”.

Riuscite a scorgere la differenza di potenziale tra le due affermazioni?

Iniziate da qui:

  • Prendete consapevolezza. Quali situazioni vi causano frustrazione? Imparate a riconoscerla appena arriva: Perché la provate? In che modo reagite? Avete reazioni spropositate o fate finta di niente? Provate odio per voi stessi o per gli altri?

  • Dichiarate la vostra resa! A volte, non potete fare proprio nulla, ma solo accettare le cose per come sono. Concentratevi su ciò che, invece, potete migliorare o cambiare. Altrimenti, rischiate di rendere ancora più grave qualcosa di già spiacevole, accrescendo la vostra negatività e la vostra sensazione di impotenza, finendo in un risucchiante circolo vizioso. L’unica cosa di cui prendere nota è “che cosa potevo fare di diverso?”. Imparare dal passato è ciò che ci resta. Non sembra molto, ma, messo a frutto, lo è eccome.

“Nulla è più pericoloso per l'anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza.” Hermann Hesse

  • Fate tutto tranne che pensarci. Staccate la mente da tutto questo, dormiteci sopra, andate in palestra, fate qualcosa che vi piace e parlatene con un amico. Le scelte sono innumerevoli, sta solo che a voi spostare le vostre energie da un’altra parte. Quando ritornerete sull’ostacolo, probabilmente non proverete più frustrazione e potrete ragionarci con calma.

  • Ristabilite le vostre priorità. Se ogni compito che non riuscite a terminare, vi resta sulle spalle a crearvi distrazione e malumore, non potrete affrontare le cose davvero importanti. Ciò che non avete avuto la possibilità di concludere per oggi, forse ha bisogno del suo tempo o della creazione di nuove strategie.

“Devi porti obiettivi a lungo termine che ti impediscano di sentirti frustrato dagli insuccessi a breve termine.” Charles Noble

  • Cercate di porvi obiettivi realistici, con scadenze su misura per voi. Se svolgerete le vostre attività con un senso di fretta, al primo intoppo, non potrete che sentire tutta la pressione che incombe su di voi. Ciò non potrà che peggiorare la vostra performance creando in voi un senso di agitazione e nervosismo. Forse, vi siete chiesti troppo?

  • Ogni insoddisfazione ha degli aspetti positivi. Finché vi lascerete dominare da rabbia e negatività, non avrete possibilità di vederli, ma quando imparerete a lasciar andare, il positivo si mostrerà da sé e vi permetterà di scoprire nuove soluzioni che, vi assicuro, ci sono sempre!

  • Sviluppate la vostra creatività. Non c’è nulla di meglio che saper rispondere agli imprevisti con nuove idee e soluzioni, cogliendo l’opportunità dove prima c’era solo un problema.

  • Fatevi una risata! Un po’ di sana ironia a volte è quel che vi serve per vedere il lato comico anche nella sventura. Prendetevi in giro, sappiate stare al “gioco”; vi sentirete molto meglio, più leggeri e più in contatto con le energie positive dentro di voi.

“Se prima volevo piangere o dare un calcio a qualcosa, poi mi sono distratto e ora non provo più quel senso di insoddisfazione. Adesso mi dico: Pazienza, posso fare diversamente!”

Ricordatevi che i cambiamenti avvengono un passo alla volta, gioendo anche delle piccole conquiste. Pensare di poter cambiare da un giorno all’altro, è il miglior modo per arrenderci in partenza e frustrarci ancora più del necessario.

E poi, tutto passa.

Se sentite di non farcela, chiedete aiuto allo psicologo.

E voi, come reagite alle frustrazioni?

Se volete fatemelo sapere nei commenti e se vi è piaciuto l’articolo, condividetelo!

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