Penso che penso troppo!
C’è un tempo per farti consigliare dalle tue paure, e c’è un tempo per non ascoltare alcuna paura.
George Smith Patton
A tutti noi è capitato di pensare troppo a qualcosa che ci era successa cercando di ripercorrerne ogni momento con lo scopo di capirne il perché e dirci quello che avremmo potuto, voluto o dovuto fare diversamente.
Ma pensare e ripensare a errori del passato o ai nostri stress quotidiani può aiutarci a risolvere i problemi?
Se succede qualcosa che per noi è spiacevole, la memoria, che è associata al nostro stato d’animo, richiama altri eventi spiacevoli.
Ad esempio, dopo una lite con il partner, ci ritroveremo a pensare a tutte le altre discussioni avute, a com’erano andate e magari a quanto questa persona non faccia per noi, finendo in una spirale di negatività per cui ci sentiremo sempre peggio.
Ogni situazione, quindi, diventa più complicata di quello che è in realtà e ogni decisione, estremamente difficile da prendere.
Inoltre, ossessionandoci, danneggiamo la nostra motivazione e la fiducia in noi stessi; non riusciamo mai a risolvere nulla e ci sembra di perdere il controllo della nostra vita, come se tentassimo di uscire da un labirinto percorrendo sempre la stessa strada.
In altre parole, più penseremo a un problema e meno riusciremo a risolverlo.
Quando pensare troppo diventa una modalità automatica, stress, sintomi psicosomatici, ansia e depressione, sono solo alcune delle problematiche alle quali potremmo andare incontro.
Allora, cosa possiamo fare per aiutarci a non pensare tanto e a vivere meglio?
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Prendete carta e penna e provate a descrivere il problema utilizzando nuovi termini; questo vi permetterà di riorganizzare i vostri pensieri sul tema.
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Scrivete due azioni da compiere che potrebbero risolvere il dilemma. Eseguite senza rimandare; le risposte arriveranno solo dopo che vi sarete mossi e non prima!
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Ricordatevi che il passato non può essere riscritto. Se avete fatto qualcosa che non vi piace, capite cosa fare di diverso oggi e fatelo.
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Smettetela di giudicarvi. Le persone che ammirate non sono esenti dall’errore ma decidono, piuttosto, di farne qualcosa di positivo.
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Sfidate sempre le vostre credenze; pensate a tutto ciò che può andare bene, invece che a tutto quello che può andare male.
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È ora di distrarvi. Fate qualcosa che impegni la vostra mente e perché no, anche il vostro corpo.
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Se non è per cercare soluzioni concrete, evitate di coinvolgere chi vi è vicino. Finireste per trascinare anche loro nella vostra spirale, ingigantendo la situazione. Meglio usare la compagnia delle persone amate per distrarre la mente.
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Attenti al lavaggio del cervello che vi viene fatto ogni giorno da ciò che leggete e dalle persone che frequentate. Circondatevi di chi v’incoraggia e supporta, leggete ciò che v’ispira e insegna.
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Inquadrate il vostro problema in una prospettiva più ampia. Fate lo zoom indietro e chiedetevi:
Importerà domani? Importerà tra una settimana? E tra un mese?
E voi, avete mai cercato di contrastare l’eccessiva attività della vostra mente? Con quali risultati?
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